L’EFRAG PUBBLICA IN CONSULTAZIONE GLI STANDARD EUROPEI PER IL REPORTING DI SOSTENIBILITÀ

Gli standard europei per il reporting di sostenibilità (ESRS) sono stati pubblicati in consultazione dall’EFRAG lo scorso 29 aprile. I documenti presentati non includonostandard di settorestandard personalizzati per le PMI, anche se ci sono alcuni dettagli riguardanti le piccole imprese che vorranno/dovranno orientarsi versola rendicontazione di sostenibilità.

Va sottolineato che gli Exposure draft sono articolati in:
– due “cross-cutting standards”, ovvero due modelli il cui contenuto si applica trasversalmente a tutti gli standard di rendicontazione e che includono i Principi generali e le aree di rendicontazione da seguire (ESRS 1 General principles) e le indicazioni relative alle richieste di rendicontazione in tema di caratteristiche generali dell’azienda, contesto di riferimento, strategia, business model e governance (ESRS 2 General, strategy, governance and materiality assessment disclosure requirements).
– undici “standard sector-agnostic”(standard specifici), che definiscono le informazioni di sostenibilità considerate rilevanti per tutti i settori di attività e quindi applicabili a tutte le realtà aziendali. Tra questi undici standard, cinque sono ambientali, quattro sociali e due di Governance.

Con particolare riferimento agli standard sector-agnostic, detti specifici, va ribadito che gli stessi standard riguardano i fondamentali fattori della sostenibilità previsti dalla Direttiva CSRD con il focus incentrato sui rischi e sui relativi impatti indipendentemente dai settori di appartenenza.
Per ciascuna categoria trattata vengono definiti i requisiti che le aziende devono soddisfare e di cui devono render conto nel reporting di sostenibilità aziendale.

L’EFRAG riporta anche una guida all’applicazione dei seguenti requisiti:
– per gli standard ambientali: E.1: clima; E.2: inquinamento; E.3: acqua e risorse marine; E.4: biodiversità ed ecosistema; E.5 :economia circolare;
– per gli standard sociali: S.1: lavoro dipendente; S.2: fornitori e forza lavoro nella catena del valore; S.3: territorio e comunità interessate; S.4: utilizzatori e consumatori finali;
– per gli standard di governance: G.1: governance, controllo dei rischi e controllo interno; G.2: gestione degli affari.